Archivio Storico-Tecnico

Un nuovo aeroplano da addestramento militare

By Posted in - Archivio storico-tecnico & Articoli e Testimonianze on March 11th, 2013 0 Comments

Alata, N. 12 dicembre 1949 – Autore non specificato

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Il biposto Ambrosini S.7 darà agli allievi piloti ali di eccezionale finezza aerodinamica

 

È stato ufficialmente presentato all’Aeronautica Militare, nelle scorse settimane, il nuovo aeroplano «Ambrosini S.7» derivato dal noto SAI 7 nelle due versioni con motori Hirth e I. F. Beta. Esso è stato concepito e realizzato con l’intento di dare alle scuole militari un mezzo più moderno per addestrare i piloti all’impiego degli aerei da caccia di linea.

A) Concetti informativi del progetto.

I concetti ai quali il progettista ing. Sergio Stefanutti si è ispirato nel realizzare l’S.7 sono:

Esuberanza di potenza. Ricercata attraverso l’alta efficienza aerodinamica e quindi con un affinatissimo studio delle forme che esalti al massimo grado le qualità di penetrazione del velivolo. In tal modo si tende a consegui re lo scopo evitando l’appesantimento e l’aumento di dimensioni che sarebbero necessari volendo accrescere la potenza del motore, pur con un carico alare mantenuto entro limiti accettabili. Esuberanza di potenza ottenuta quindi attraverso l’economia dei cavalli installati piuttosto che attraverso il numero dei cavalli stessi.

Finezza aerodinamica. Tra le caratteristiche delle macchine a turboreazione la finezza è stata ritenuta la particolarità che più di ogni altra dà il tono a tutta la tecnica di pilotaggio. Si è pertanto creduto opportuno far sì che la macchina da addestramento si avvicini il più possibile per le sue doti di finezza a quelle d’impiego in modo che il pilota sia portato a tenere il debito conto di questa caratteristica già nel periodo preparatorio.

Sensibilità dei comandi. Ottenuta con accurato studio della loro efficienza e dei rapporti di compensazione dei momenti di cerniera, pur mirando a conservare stabilità sui tre assi e notevole facilità di condotta, intesa quest’ultima come piena rispondenza dei comandi in tutti gli assetti e come totale assenza dci regimi di volo critici.

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FIN DAI PRIMI VOLI il nuovo S.7 ha dimostrato brillanti caratteristiche di velocità, superiori ad ogni attesa. La finezza delle sue forme permette di sfruttare al massimo i 225 cavalli forniti dal motore. Dopo un breve periodo di messa a punto, il prototipo è stato trasferito a Guidonia per le prove ufficia li di omologazione. Nel frattempo è in costruzione una prima serie di 25 esemplari.

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IL GENERALE RAFFAELLI, sottocapo di Stato Maggiore dell’aeronautica militare, ha esaminato l’Ambrosini S.7 sull’aeroporto di Castiglion del Lago. Il progettista ing. Stefanutti gli ha illustrato le caratteristiche dell’aeroplano che le scuole militari potrebbero adottare per il lungo periodo di addestramento intermedio al volo acrobatico, in formazione, notturno e di lunga navigazione.

I moderni velivoli ultraveloci richiedono manovre delicate e armonicamente dosate: e ciò per effetto delle elevatissime reazioni aerodinamiche conseguenti alle forti velocità. È quindi necessario che l’addestramento venga fatto con macchine che educhino ad una manovra delicata, che affini le doti di sensibilità. Il progetto dell’S7 è stato curato in tutti i suo i aspetti costruttivi in modo da consentire il raggiungimento in affondata di supervelocità dello stesso ordine di grandezza di quelle proprie ai velivoli a reazione. All’elevatissimo numero di Mach conseguibile senza disturbi aerodinamici, risultato di un approfondito studio della cellula, si aggiunge un’alta rigidità strutturale, che consentirà all’S7 di raggiungere, se non superare, le supervelocìtà (prossime a i 1000 Km/h ) già raggiunte anni or sono dal caccia similare SAI 207 nelle prove ufficiali di omologazione e successivamente molte volte superate nella pratica esperienza di Reparto.

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Sinistra – IL POSTO ANTERIORE possiede completa strumentazione per il volo cieco; in esso i giovani piloti italiani dovranno abituarsi a navigare per lunghe ore «con la testa dentro» di giorno come di notte.

Destra – IL SECONDO POSTO di pilotaggio ha una dotazione di strumenti più ridotta, date le minori esigenze. In primo piano sulla sinistra appaiono i comandi dei flaps e del carrello, di classica forma imitativa.

B) Architettura generale.

L’Ambrosini S7 è un monoplano monomotore con carrello retrattile, cellula a sbalzo monolitica. Struttura interamente in legno con superfici esterne in compensato intelato. Viene costruito sia nella versione biposto bicomando che nella versione monoposto. Il motore è un Alfa 115 ter della potenza di 225 CV al suolo; è però prevista l’istallazione di un motore da 380 CV a 1500 metri. Elica metallica a giri costanti Fiat Hamilton o similare.

C) Elementi strutturali.

Fusoliera. Struttura di tipo monoguscio, con quattro longheroni principali, correntini secondari e sedici ordinate. Rivestimento resistente in compensato. La cabina di pilotaggio ha posti in tandem ed è chiusa superiormente da due coperture trasparenti, apribili lateralmente e sganciabili in caso di emergenza. Tra i due posti, vi è una robusta struttura di protezione per il caso di capottata.

Ala. Monoplana a sbalzo, in un sol pezzo. Profilo tipo «Naca» serie 2200, con spessore massimo all’incastro del 12%.

La struttura longitudinale è composta di 2 longheroni rettilinei sistemati nella zona di maggior spessore del profilo, da un longheroncino sul bordo di attacco e da un falso longherone posteriore.

Il rivestimento è in compensato dello spessore di 3 mm. nella parte centrale e di 2,5 mm. nelle zone esterne.

Tale notevole spessore garantisce una elevatissima rigidezza a torsione e a flessione.

L’ala porta gli alettoni di curvatura comandati idraulicamente e suscettibili di angolazione di circa 60°.

Impennaggi. Interamente a sbalzo. La deriva nasce costruttivamente con la fusoliera. Il piano stabilizzatore regolabile è in un sol pezzo, con struttura a due longheroni.

I piani mobili sono costituiti da un longherone tubolare metalli co su cui si innestano centine in legno.

Carrello. Ogni carrello anteriore è composto da una gamba di forza in tubi di acciaio e da una forcella portaruota in duralluminio forgiato, per pneumatici 510 x 180 mm. Questa gamba di forza ha alte caratteristiche elastiche e di robustezza che hanno permesso di ridurre sia i pesi che gli ingombri (dato il piccolo spessore alare). All’interno della gamba di forza è alloggiato un elemento ammortizzante oleopneumatico «Cabo» con corsa di mm. 145.

Il carrello di coda è a solo assorbimento meccanico con forcella oscillante. Tutta la gamba del carrello ruota su un supporto fissato alla ordinata terminale di fusoliera che porta nella parte superiore il comando di rotazione collegato alla pedaliera.

Questo comando è reversibile e permette la rotazione del carrellino anche con la pedaliera ferma. La ruota di coda è del tipo 210 x 80.

Comandi. Di tipo rigido, montati su cuscinetti a sfere oscillanti. Pedaliere e barre di comando di tipo classico. La barra posteriore. è sganciabile mediante un comando a leva montato sulla barra del primo pilota. I comandi motore funzionano secondo le convenzioni internazionali.

D) Dotazione strumenti.

Cruscotto anteriore. Bussola tipo Pioneer B16 – Anemometro da 560 km/h – Altimetro da 8000 m. – Variometro da 10 m/sec. – Orizzonte artificiale – Giroscopio direzionale – Indicatore di virata e sbandamento a tre sensibilità – Manometro pressione olio – Manometro pressione benzina – Teletermometro doppio per olio – Contagiri – Orologio.

Cruscotto posteriore. Anemometro da 560 km/h – Altimetro da m. 8000 – Variometro da 10 m/sec. – Indicatore di virata – Manometro pressione olio – Manometro pressione benzina – Teletermometro doppio per olio – Contagiri.

E) Installazione radio.

Il prototipo è dotato di un impianto ricetrasmettitore in fonia ad altissima frequenza di tipo americano fornito dall’Aeronautica Militare. D’altro canto la società costruttrice dell’aeroplano ha fatto studiare espressamente da una Ditta specializzata un apparato ricetrasmettitore in VHF a 6 canali di peso ed ingombro ridottissimo e rispondente ai più moderni requisiti della tecnica.

Questo apparato soddisfa ampiamente alle specifiche esigenze di un aeroplano da addestramento avanzato.

F) Installazioni diverse.

Impianto idraulico. Per movimento carrello e f1aps. Il sollevamento del carrello è ottenuto mediante un martinetto che nella sua posizione estesa funge anche da puntone di controventamento laterale.

Un secondo martinetto assicura il bloccaggio del carrello nella posizione retratta, mentre un terzo martinetto aziona gli sportelli di chiusura del ventre fusoliera.

Il comando del carrello e flaps è doppio a disposizione dei due piloti.

Impianto freni. È idraulico con doppio freno su ogni ruota. Entrambi i piloti possono manovrare i freni con 2 piccoli pedali.