IL S.A.I. AMBROSINI S.7

“Non un centimetro di superficie in più, non un cavallo in più”

Carlo Zorzoli, pilota di S.7

Il S.A.I. Ambrosini S.7


CENNI STORICI

Tratto da JP4, n. 5 ottobre 1972 – Paolo Gianvanni

L

’Ing. Sergio Stefanutti sviluppò, nei primi anni del dopoguerra, un velivolo da addestramento caccia derivato dal suo S.A.I. 7 del 1939, per colmare la carenza di aerei addestratori nell’Aeronautica Militare.

SAI 7 I-DINB

S.A.I 7, Il prototipo del 1939 da cui è derivato l’S.7

Nacque così l’Ambrosini S.7 che presentava notevoli vantaggi sia riguardo all’economia di costruzione (in ore di lavoro e in materiali strategici), che riguardo alle caratteristiche ottenute con motori di modesta potenza.

Il primo volo avvenne nel 1949 e, poiché il disegno era già stato largamente sperimentato, iniziò subito la sua costruzione in serie e i primi esemplari furono consegnati ai Centri di Addestramento al Volo dell’Aeronautica Militare.

Lo splendido monoplano ligneo colpì subito per la linea estremamente aerodinamica, le sue qualità di finezza e per le notevoli caratteristiche di volo.

Pur raggiungendo velocità elevate, vista la modesta potenza del motore, poteva definirsi come un biposto da turismo, per cui cominciò a concorrere nelle manifestazioni aeree.

Ambrosini S.7 I-EFFE - Pianta alare

In questa virata a coltello l’S.7 mostra la splendida pianta alare

Il 1951 fu l’anno dei trofei per l’aereo di Stefanutti: nel giugno al III Giro Aereo di Sicilia si classificò al 3° posto assoluto nelle mani di Milner; alla III Settimana Aerea Internazionale parteciparono due S.7; al II Raduno Aereo dell’Aero Club di Livorno il velivolo vinse il premio di eleganza, confort, finezza e classe; a settembre vinse nella classe Sport la Mille Miglia Aerea, subito dopo partecipò al Gran Premio Milano ed infine a dicembre, Leonardo Bonzi batté i due record di velocità sui 100 e sui 1.000 Km; un’importante affermazione che premiava gli sforzi dell’Ing. Stefanutti volti al raggiungimento delle massime caratteristiche possibili con motori di moderata potenza.

Nel 1951 la S.A.I. Ambrosini partecipò al XIX Salone dell’Aeronautica di Parigi, esponendo un esemplare monoposto del suo trainer assieme ad un Grifo da turismo. Pur ricevendo grande ammirazione, a causa della forte concorrenza estera della categoria rivolta ad aerei più “facili” e con maggiore potenza, i due velivoli non ricevettero il successo commerciale sperato.

DESCRIZIONE DEL VELIVOLO

Si tratta di un aereo monomotore ad ala bassa interamente in legno, carrello retrattile, in versione monoposto e biposto da addestramento, di grande finezza aerodinamica, estrema economicità di costruzione e di esercizio, cura costruttiva e design. “Non un centimetro in più, non un cavallo in più”, racconterà uno dei suoi piloti, Carlo Zorzoli, nel personale libro di ricordi in cui all’S7 viene dedicato un capitolo a parte.

L’S.7 è stato motorizzato con due diversi propulsori: L’alfa 115 ter, 6 Cilindri in linea invertiti da 225 cavalli ed il più potente De Havilland Gipsy Queen 30 (250 Cv) con il quale raggiunse 354 km/h, ottenendo nel 1952 il record di velocità sui 100 e sui 1000 Km. in classe C1C.

La fornitura per L’Aeronautica militare italiana di questo aeromobile, come addestratore di secondo periodo nel dopoguerra, servirà per facilitare la transizione dall’aereo a pistoni ai Jet. Le particolari caratteristiche aerodinamiche, consentono a questo aereo di raggiungere velocità elevate anche in lieve affondata, caratteristica questa che, unita alla superba reattività, docilità e precisione nei comandi, lo rende un pezzo realmente unico nel panorama dell’aviazione.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Generalità

Monoplano monomotore biposto addestramento militare anno 1949

Progettista

Ing. Sergio Stefanutti

Dimensioni

Apertura alare m 8,79

Corda media m 1,17

Allungamento 5,9

Lunghezza fuori tutto m 8,17 (8,20)

Altezza (seduto) m 2,80

Ruote anteriori 0,51 x 0,18

Superfici

Ala (lorda) mq 12,80

Rapporti caratteristici

Carico alare kg/mq 107,1

Carico di potenza kg/cv 6,11 (5,5)

Potenza superficiale CV/mq 17,6 (19,5)

Dati aerodinamici

Profilo alare NACA 2200

Pesi

Totale peso equipaggiato kg 1015

Carico utile Kg 360

Peso totale normale Kg 1375

Fusoliera

Struttura monoguscio con 4 longheroni principali, correntini secondari e 16 ordinate, rivestimento resistente in compensato; tra i posti dei piloti vi è una robusta struttura di protezione in caso di capottata.

Ala

Monoplana bassa a sbalzo in un solo pezzo profilo NACA 2200 con spessore massimo all’incastro del 12%; la struttura longitudinale è composta di 2 longheroni rettilinei sistemati nella zona di maggiore spessore del profilo, da un longheroncino sul bordo d’attacco e da un falso longherone posteriore, il rivestimento è in compensato dello spessore di 3 mm. nella parte centrale e di 2,5 mm. nelle zone esterne

Impennaggi

Interamente a sbalzo; la deriva fa parte strutturalmente della fusoliera; lo stabilizzatore è regolabile, in un solo pezzo con struttura bilongherone.

Superfici mobili

Comandate con trasmissioni del tipo rigido montate su cuscinetti a sfere oscillanti; alettoni in legno; i timoni sono costituiti da un longherone tubolare metallico su cui si innestano centine in legno. Le alette di curvatura sono comandate idraulicamente e possono assumere un angolo massimo di 60°.

Carrello

Triciclo posteriore: Ogni carrello anteriore è composto da una gamba di forza in tubi d’acciaio e da una forcella portaruota in duralluminio forgiato, per pneumatici 310×180 mm. All’interno della gamba di forza è alloggiato un ammortizzatore oleopneumatico con corsa di 145 mm, il carrello di coda è a solo assorbimento meccanico con forcella oscillante e comandabile con la pedaliera ed ha una ruota 210×80 mm.

Carburante e lubrificante

Due serbatoi alari ed uno centrale, funzionante da collettore, contengono complessivamente 160 lt. di benzina (200 lt. nella versione con motore Gipsy Queen 30.

Servizi ausiliari

Impianto elettrico servito da una dinamo da 600W, 24V dotati di 3 fanalini di via, 2 fanalini illuminazione interna, 1 faro di atterraggio; prevista installazione fotomitragliatrice planimetrica. Impianto idraulico: sollevamento e bloccaggio carrello; movimento ipersostentatori; movimento sportelli chiusura ventre fusoliera; comando freni ruote.

Pompa a mano per il carrello.

Comunicazioni

Apparato ricetrasmittente VHF a 6 canali appositamente studiato.

Cabina pilotaggio

2 posti in tandem con comandi e strumenti doppi; capottina completamente trasparente acessibile attraverso 2 aperture superiori sganciabili in caso di emergenza.

Strumenti:

Cruscotto anteriore: Bussola Pioneer B16; anemometro da 560 Km/h; altimetro da 8000 m variometro da 10 m/s; orizzonte artificiale; giroscopio direzionale; indicatore di virata e sbandamento a 3 sensibilità, manometro pressione olio; manometro pressione benzina; teletermometro doppio olio, contagiri-orologio.

Cruscotto posteriore: Anemometro; altimetro; variometro;  indicatore virata; manometro olio; manometro benzina; teletermometro olio; contagiri; come nel cruscotto anteriore.

Sistemazione carichi

Dinamo tra il motore e l’ordinata parafiamma; serbatoio olio, dietro al motore inferiormente; serbatoi benzina: alari, 1 centrale in fusoliera: bombola estintore davanti al cruscotto anteriore; accumulatori dietro al posto posteriore; radio sopra gli accumulatori.

Propulsori

Motore

  • Alfa 115 ter. 1 x225 CV al suolo, elica bipala metallica a giri costanti tipo FIAT Hamilton
  • Versione monoposto motore de Havilland Gipsy Queen 30 da 250 CV a 1800 metri ed elica p.v.v. de Havilland

Qualità di volo

(tra parentesi i dati che si riferiscono alla versione con motore de Havilland Gipsy Queen)

  • Velocità massima a m. 0 Km/h 350 (370)
  • Velocità Crociera a m. 1000 Km/h 310 (330)
  • Raggio d’azione standard km 1000 (condizioni serbatoio normale)
  • Spazio di corsa m. 240
  • Quota di tangenza pratica m 5200 (5700)
  • Velocità minima volo senza flaps Km/h 110
  • Supervelocità max consentita Km/h 1000